Matto in 3 — problemi di scacchi
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Un matto in 3 è la stessa idea di un matto in 2 con uno strato in più: una rete forzata in cui ogni difesa cade davanti allo stesso finale. Con tre mosse la soluzione smette di essere uno schema che si riconosce all'istante e diventa qualcosa da calcolare, ed è esattamente per questo che vale la pena esercitarsi.
Come riconoscerlo
- Conviene cercare prima l'immagine del matto: quale pezzo dà matto e su quale casa, e solo dopo come arrivarci.
- Il re è rinchiuso, oppure può essere rinchiuso da uno scacco che costa materiale.
- Le mosse forzanti vengono per prime: scacchi, catture e minacce che l'avversario non può ignorare.
- A ogni passo si contano le risposte del difensore: tre mosse gli danno più occasioni di sfuggire che due.
Un esempio svolto
Bianco: re h1, torre b8, pedoni b7, g2 e h4. Nero: re g4, torre b2, pedone g6. Muove il Nero.
- Kg3 è una mossa tranquilla: né scacco né cattura. Porta il re nero dove copre h2, la casa verso cui altrimenti scapperebbe il Bianco.
- Il Bianco non ha di meglio che Rc8, preparando la frapposizione. Rb1 dà allora scacco, e Rc1 è l'unica risposta legale.
- Rxc1 dà matto: g1 è coperta dalla torre, in g2 c'è il pedone bianco e h2 appartiene al re nero.
L'idea La prima mossa di un matto in 3 è spesso quella tranquilla. Prima si immagina il finale, qui una torre sulla traversa di base contro un re chiuso dal proprio pedone, e poi si cerca la mossa che lo rende inevitabile.